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Gli incontri bizzarri di Alice

Un piccolo passo e Alice entra nello specchio, in un mondo rovesciato dove ciò che accade non può essere spiegato seguendo gli usuali percorsi della logica. Solo la fantasia e l’ immaginazione, che permettono di inventare nuove realtà e ribaltare quelle note, possono fornire la chiave per assaporare ciò che in questo mondo bizzarro accade. Il Teatro della Tosse ha scelto per festeggiare i suoi trent’ anni di portare in scena il mondo alla rovescia di Alice nella casa dello specchio, dal romanzo di Lewis Carroll pubblicato nel 1871. Trent’ anni, come scrive Emanuele Luzzati grande artista e anima storica del Teatro, di «spettacoli un po’ strani, un po’ divertenti, un po’ ambigui, un po’ buffi e un po’ misteriosi». E questo singolare Alice, con la bella regia, inventiva e nitida di Emanuele Conte, con le scene fatte con pochi, eleganti segni e l’ intelligente drammaturgia sempre firmate da Conte, i colorati, divertenti costumi di Bruno Cereseto, e l’ interpretazione lieve e ironica di Nicholas Brandon, Fabio Fusco, Giuliano Fossati, Susanna Gozzetti e dello stesso Cereseto, ha il respiro che Luzzati descrive. La piccola Alice, un po’ donna e un po’ bambina cui dà vita con stupori infantili e guizzi di dolce ambiguità la brava Marina Remi,nella casa dietro lo specchio dal pavimento a scacchiera ha mille incontri bizzarri con re, regine, alfieri, cavalli e pedoni, ma anche con fiori dispettosi, con carpentieri folli, con i gemelli bricconi Dimmelo Dammelo, con leoni e unicorni, con l’ enigmatico Humpty Dumpty e altri ancora. Con infantile grazia Alice gioca una partita dalle infinite varianti, una partita a scacchi con la sua fantasia governata dall’ estro bizzarro di chi sa guardare, come i bambini sanno, oltre la realtà con mente libera e spirito ludico. Lo spettacolo, ricco di belle immagini, ha un fascino sottile, è recitato con vivacità, punteggiato da gustose canzoncine, e ricrea con estrosità quella dimensione dove non si fa distinzione tra verità, finzione e sogno. E’ il regno del «non senso» dove si impara a guardare la vita con una sorta di strabismo mentale, un mondo alla rovescia che aiuta a comprendere la realtà della fantasia e la fantasia della realtà. Magda Poli ALICE NELLA CASA DELLO SPECCHIO da Lewis Carroll Teatro della Tosse, Genova

Poli Magda
fonte Corriere delle Sera

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