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biografia
già che l’ho scritta, con le maiuscole e tutto, pubblico la mia biografia in terza persona, un lavoretto portato a termine con fatica. che strano. non ce l’avrei mai fatta senza il supporto di massi che mi aiuta a mettere ordine nel mio passato confuso… eccola:
Marina è nata a Gavardo. Ma odia dirlo perchè è un nome troppo cacofonico. Complice un vicino di casa commediografo interpreta già da giovanissima i primi spettacoli, a sedici anni parte per la prima tournée, mettendosi così alla prova sui più svariati palcoscenici intorno al Lago di Garda. A diciotto anni va Bologna, a studiare al DAMS ma due anni dopo si ritrova attrice diplomata alla “Galante Garrone”.
Subito inizia un’intensa vita da teatrante: tournée, teatri, registi, ruoli, personaggi, testi, letture, viaggi, città, incontri, spazi, persone, parole, emozioni. Siamo a metà degli anni ‘90, sballottata di città in città, da Bologna a Milano, a Torino, a Genova . Passando per Palermo, Napoli, Firenze, Trieste, Cagliari, Venezia, ma anche Saronno. Lumezzane. Codroipo. È ovunque, solo a Gavardo la si vede sempre meno.
Marina è molto presente anche nella scena musicale, conosce zerobudget-fucktory, a Genova, dove ormai si è trasferita. Tra uno spettacolo e l’altro porta gli amici Scisma in terra ligure per girare un videoclip. Genova. Esterno Notte. Marina esce completamente rasata dal portabagagli di un auto. È il primo incontro con la macchina da presa. È una 16mm. è un set che unisce tutti i suoi mondi e che ha contribuito al lancio di registi, ora affermati.
Ovviamente marina è davanti all’obiettivo, non dietro. Non è di quelle attrici/regista. Lei è attrice / attrice. Non che le manchi la fantasia sia chiaro. È che le cose troppo tecniche la annoiano.
Nel 2004 uno dei suoi registi preferiti, conosciuto sul set di un altro clip degli scisma, le offre l’occasione di recitare per il suo primo lungometraggio. È il 2004, il film è Onde. Probabilmente il film più sottovalutato del cinema italiano degli ultimi anni. Se l’incontro con il teatro per marina era stato una continua scoperta come Alice nel Paese delle Meraviglie, il cinema è la passione travolgente di un Tango Apasionado in Happy Together. E come ogni amante che si rispetti, il cinema è capriccioso e seducente con Marina. La porta a Roma a conoscere il grande “ambiente” i registi famosi e le giovani promesse.
Gli anni che vanno a chiudere questo primo decennio, la vedono sempre più sul set che sul palco, cortometraggi, video, film, premi, fiction, festival, pare che il cinema abbia avuto la meglio sul teatro. è stata protagonista del fortunato “il vangelo secondo precario” ed è nelle sale con “l’aria del lago”, ha appena terminato le riprese di “trilogy” e nuovi progetti sono in cantiere.
E pare che sia pure riuscita a costruirsi una famiglia, ha cominciato dal cane e ha trovato pure un compagno. È tornata a Genova perché le piacciono troppe cose, ma soprattutto l’aria di mare. Ah, dimenticavo, ha un blog (marinaremi.com) che le assomiglia moltissimo.
I crediti sono: teatridhitalia, Andrea Linke, biennale di Venezia, Francesco Fei, teatro della tosse, Elio de Capitani, Shortcuts, Pippo del Bono, RadioRAI, Alessandro Genovesi, MTV, Dimitris Statiris, apneafilm, Filippo Timi, Anita Caprioli, Stefano Obino, Armando Costantino, Emanuele Conte, Eros Puglielli, Massimo Federico, Giorgia Poli, Paolo Benvegnù, Alberto Rondalli… e molti molti altri. tanti.
di casa in casa
sto cercando casa per mia madre, vuole una casetta tutta sua a genova, ne vedo un sacco, mi tengo in forma facendo centinaia di scalini, forse migliaia.
ascolto i fiumi di parole con cui gli agenti immobiliari mi travolgono, mentre sorrido loro la mia mente è già altrove, specialmente nelle case vuote, immagino come saranno quelle stanze con gli odori della mia infanzia ma poi la fantasia viaggia indietro nel tempo e penso ai mille volti che secolo dopo secolo hanno abitato quei luoghi, alla quantità di piedi che hanno consumato l’ardesia, alle finestre, i pavimenti in particolare, adoro quando sono originali, li vedo pieni di bambini che giocano. penso ai gatti che ormai non abitano più in città, vedo i vecchi sulle poltrone, i baci rubati nei cavedi, le mansarde fumose, le sottane sopra una pila di biancheria, le torri nel silenzio, il silenzio, i tradimenti tormentati, i folli, le tavolate di gente ubriaca, le prostitute, le prime notti di nozze, i marinai, la solitudine, la schiena curva di una donna che fila, gli occhiali abbandonati in biblioteca, la prima lampadina accesa in una stanza buia, i panni stesi, il tempo… chissà se c’ero, chissà chi ero. “possiamo andare”? dice l’agente immobiliare, rispondo: “eh”?
trucchetti del mestiere
ieri, in tarda serata, arrivando alla stazione, non ho trovato alcun tabacchi o edicola aperti per poter comprare il biglietto del bus. avrei potuto fare una passeggiata fino a casa ma ero molto stanca e il vicolo genovese, in certe ore della notte, non è esattamente la via più sicura per una ragazza, così, mentre ragionavo sulle possibili soluzioni, è passato il bus. quando lo aspetto non arriva mai ma ieri è passato subito. sono salita, ero così bollita che non mi sono nemmeno accorta dei controllori. uff. mi sono seduta, ho cercato nel portafoglio se, per caso, ci fosse un biglietto ma… niente. uff. uno dei controllori ha visto il mio gesto, ma io ho fatto finta di nulla. erano tre. due stavano già facendo le multe, uno, invece, lo sento avvicinarsi da dietro, lo anticipo, mi giro, sorrido e tengo il sorriso quel mezzo secondo in più, quel mezzo secondo che basta a farlo tacere, improvvisamente divento seria, molto seria, lui è spiazzato, sospiro e torno a sorridere, a questo punto lui è incuriosito, bene, allora gli chiedo gentilmente “che ore sono, per cortesia”? lui cerca svelto sotto il polsino della giacca, del maglione e della camicia il suo orologio, mi risponde ma io sto già guardando fuori dal finestrino, mi rivolto verso di lui e lo ringrazio, questa volta con un sorriso un po’ più distante, lui fa una pausa e va oltre mentre io rido sotto i baffi… e questo, amici, è mestiere… è un trucchetto… diciamo… è una questione di tempi, non di civetteria… provare per credere!
oh, io in genere il biglietto lo faccio, eh, cioè, non l’ho mai fatto, ma nell’ultimo anno il mio senso civico è molto aumentato e ho cominciato a salire sugli autobus sempre bigliettomunita, così, con la convinzione che se ogni cittadino si comporta a modino forse i servizi possono migliorare e la tendenza a fare la furbata italiana possa diminuire con tutte i benefici che piccoli gesti del genere possono far maturare… ma questo è un altro tema. vado a pagare il canone RAI… rosico, ma vado.
e ora cosa faccio?
sono traumatizzata! ho trascorso una mattinata e buona parte del pomeriggio dal parrucchiere: è stata un’esperienza scioccante!!!
il risultato è che ho la testa di due colori, una parte è sana, del mio colore naturale, l’altra è di un colore che non ho mai visto in natura e che non saprei definire…. sono disperata! questa sera ho un’importante cena di lavoro in un superfashonristorante di milano! giocherò a far la stana… oh mamma mia! poi, passate le feste dovrò trovarmi un nuovo parrucchiere per correre ai ripari!!!
già durante il processo di lavorazione nel passaggio da scossa elettrica ad albero di natale avrei dovuto capire che dovevo darmela a gambe prima del disastro!!!
aiutoooooo!
aggiornamento: ho risolto così
rutto libero
ho fatto una scoperta assurda che mi ha lasciato divertita ma anche senza parole: esiste un campionato nazionale di rutto femminile!
non ci posso credere!
non è una leggenda perché me l’ha detto una campionessa, è una truccatrice, ora sta organizzando un campionato di rutto a milano, le partecipanti dovranno essere rigorosamente in minigonna e tacchi alti.
che stranezza!
spero di incontrarla ancora in futuro, per farle tutte le domande che vorrei: ma quando queste ragazze si esercitano cosa penseranno i vicini? chi sono i giurati? chi è il pubblico? come sarà nata in loro questa strana passione? i loro fidanzati saranno orgogliosi? come hanno fatto a sapere del campionato e ad incontrarsi? c’è un allenatore? è un uomo?
… mah, raccolgo domande per interviste ufficiali
halloween
due bambini hanno suonato a mia nonna dicendo “dolcetto scherzetto”, lei ha risposto “va via! adesso chiamo i vigli”… e non è neppure antiamericana! la mia nonna è avanti! troppo alla moda!
ma che roba è l’allouin?













