qualche nota

avete presente quelle maestrine piene d’ammore con la camicetta a fiori?  quelle che sorridono sempre e che sul diario mettono soprattutto le note di merito, ecco, se ripenso al soggiorno barese mi sento esattamente così, riesco a ricordare solo piacevoli sensazioni, direi che è andata bene! mamma mia, avrei talmente tanto da raccontare che rischio di non scrivere niente. graziano, giustamente, mi rimprovera e così… butto giù due impressioni per rompere il ghiaccio, più che altro parole di lode:

la prima nota di merito va alla apulia film commission che ha scelto di regalare a noi un premio di produzione per il prossimo cortometraggio. è bello. non ci credevo. invece in italia esistono ancora persone limpide che conoscono il significato della meritocrazia, è una notizia che mi ha riempito il cuore di speranza. grazie! così torneremo presto e per giunta dedicandoci a ciò che più amiamo fare: il cinema.
la seconda nota di merito va alla mia nuova amica marileda che mi ha coccolata durante tutto il tempo e un certo tipo di cuore che scalda non me lo dimentico tanto facilmente, come potrei? dopo l’ospitalità e la presenza costanti, la radio, le passeggiate per la città vecchia, il primo espressino, le risate mentre una vecchia signora impreca contro di noi in barese stretto, suo padre al pianoforte che legge le poesie, il suo meraviglioso fidanzato (un tipo di uomo come non ce ne sono più, ahimè), le mangiate e tanti altri bei momenti.
la terza nota va a supervipera e a tutto il suo mondo, alla sua famiglia, all’atmosfera del suo agriturismo, all’ottima cucina, alla cura, al rispetto della terra, della storia e della tradizione, è un posto magico quell’angolo della bianca rutigliano pieno di gusto, di bellezza, di persone capaci di circondarsi di poeti e di musica, un incanto. grazie di cuore per la giornata speciale che mi hanno regalato.
la quarta nota va alla città stessa per la grande sorpresa che è stata. lo stupore è sempre tra i migliori regali.
la quinta nota è per l’università veterinaria e la sua clinica, per il modo e la passione con cui tutti si sono presi cura del piccolo aki.
oddio, io andrei avanti con la lista all’infinito ma mi fermo, tanto ciò che ho vissuto è già inciso e manifesto nel mio nuovo modo essere. è visibile, lo sarà. insomma sono stati giorni carichi di bellezza, di coincidenze (come quella di ritrovare la splendida mafe per le strade delle città) e di incontri (come il sorriso di manila e del suo bello) che sono già splendidi ricordi. grazie, a tutti, dal corazon.

al mercadante

mercadante.jpg

ho messo il vestito a fiori per andare a napoli. che città meravigliosa e assurda. ho comprato il caffè, i dolci, i formaggi ma i sapori cambiano, fuori napoli.
mi sono chiusa qualche ora in un bellissimo teatro, per pensare. ho respirato quell’aria polverosa che conosco bene. ho abbracciato i conflitti di sempre, ho lasciato che danzassero nella testa e la conclusione è sempre la stessa: fare l’attore di teatro è come essere imprigionato in un museo in assenza di tempo e in eccesso di gravità. è qualcosa di antico. forse finito. forse non so.

sono stati giorni belli e, fatta eccezione per la serata passata con stefano, sono stati giorni di solitudine. mi piace restare sola. tanto.

anche la partenza dalla stazione di mergellina ha richiamato alla mente qualcosa di lucente e lontano, non ricordo… ma era magico, vissuto intensamente, con passione, con eleganza, con sfarzo anche, chissà quando, forse la scorsa vita. che posto bello. son stata bene. grazie napoli.

partenze e ripartenze

volevo solo leggere durante il viaggio genova-udine, infatti ho aperto il libro e l’ho posato sulle ginocchia, ma fuori c’era il sole, sembrava primavera e in tutte quelle stazioni vedevo pezzi di me, immobili, fermi ad aspettarmi, come al museo della mia vita… e allora mi sono abbandonata alla malinconia e ai ricordi, tanto il cuore era in festa…
genova nel sole, la genova che preferisco. le partenze.
pavia, amore… ti cerco… dove sei?
la milano di sempre, quella che amo, quella del lavoro e degli amici al bar.
desenzano e il mio lago, l’infanzia, i campi rossi di papaveri, i bagni, la scuola, le notti passate in macchina a fare l’amore, le schienate al sole in mezzo al blu più profondo, su un gozzo con gli amici.
venezia delle lacerazioni, della rabbia, degli artisti e delle opere, dei chilometri a piedi nell’arsenale, i gatti, la luna, le lacrime, gli applausi.
conegliano, il mio primo viaggio in treno, mia nonna, le applicazioni colorate sulle mie scarpette bianche e la paura di non essere alla moda, quella piccola stazione è ancora identica.
casarsa e ancora lui, sempre lui… dimenticato dalla sua terra e per sempre nel mio cuore.
codroipo, antipatico anagramma, grigie giornate coloarate dal circo, dal teatro, nel freddo, un inizio che ormai è un ricordo e naturalmente lei, un’amica speciale.

 

udine, che ci faccio qui? è tutto così lontano dal mio mondo e io?… così pericolosamente a mio agio, così maledettamente attratta da quella che potrebbe diventare la mia nuova vita… mi sono persa nella rete e mi è piaciuto parecchio… c’è profumo di rinascita, si, lo riconosco.