corti a sfinimento

amanti del cinema, se passate da genova, fino a domenica 6 luglio mi trovate tutti giorni qui, nel caso, fate un salto. ciao.

sosia

ultimo amico che ho conosciuto: ma tu hai una sorella?
remyna: ehm, no.
u.a.c.h.c: pazzesco! sei uguale a una ragazza che conosco, ma proprio uguale uguale. sai?
r.: ah, già. :-)

non so quante volte si sia ripetuta questa scenetta nel corso della mia vita. tante, ma tante! è sempre divertente. forse capita a tutti, a me capita sempre. con piccole varianti.
queste signorine uguali uguali a me però non le ho mai incontrate, come vorrei! una sola foto mi ha sbalordita, ritrae una ragazza di molto più gnocca di me e scivolata nella candeggina ma che potrebbe essere mia sorella.
dicono che ognuno possieda sette sosia sparsi in giro per il mondo, deve essere una bella bufula, altro che sette! oppure io sono un’aliena e, ad un certo punto, c’è stata l’invasione. tendo a credere a questa seconda ipotesi, soprattutto a giudicare da alcuni ritratti, non miei, che ogni tanto mi mandano (questi sono gli ultimi due che ho ricevuto, il primo un po’ mi assomiglia, o meglio, mi assomigliava, il secondo mica tanto). sarà, ma a me non sembra di vedere tante facce da remyna frequentemente in giro, mah. magari un giorno ne incontrerò una e sarà una bella carrambata.

le mie braccine rubate all’agricoltura

io e il mio ragazzo viviamo più o meno la stessa condizione professionale. alti e bassi, lavoro precario. grandi soddisfazioni, cocenti delusioni, ritmi pesantissimi, attese infinite, il conto in banca a fisarmonica e tutto il resto.
il mio ragazzo però, al contrario di me, tra un contratto e l’altro, fa mille lavori diversi. più per spirito di ricerca che per altro e io lo ammiro da morire, persegue la sua strada divertendosi con le occasioni che la vita naturalmente gli propone. così, come vengono, senza giudicarle. lo fa con naturalezza, io che invece faccio disegni (troppo) precisi e dettagliati del futuro e di come devono susseguirsi i fatti della vita, un po’ lo invidio.
in questi giorni, per esempio, sta facendo il muratore. :-O questa è proprio nuova! è divino. gli piace da morire e torna a casa tutto intonacato e soddisfatto dicendo “ho imparato un sacco di cose oggi”, io non ci riuscirei, anche se comprendo che non ha senso mi sentirei frustrata, è un pregiudizio cretino e orrendamente borghesuccio, un grosso limite, mio, mentale, culturale, non so… mi sento proprio una stronza. me ne sto lì ad aspettare il prossimo contratto ultrafico e mentre aspetto? non mi godo nulla. infondo.
stimo oltremodo chi riesce a destreggiarsi in ecclettilandia, chi impara mille dettagli mentre persegue i propri obiettivi. con calma. restando aperto e ricettivo. vorrei essere così, almeno un pochino. ora mi ci metto d’impegno e questo limite lo sfondo, anche perchè il cambiamento è tra i miei impieghi preferiti.
voglio imparare, lo voglio fare. magari ecco, giusto il muratore, eviterei… boh, lancerò l’esca e poi vedremo cosa mi propone il caso, tsè, il caso.

il fiume

questo post l’ho scritto ieri sera, ero così lucida che mentre lo scrivevo mi sono addormentata… lo pubblico così come l’ho trovato sul computer questa mattina, buona settimana. ciao! love, love. che sia una settimana piena d’ammmooore. :-)

sono tornata dal fiume. l’ho messo alla prova. oggi volevo proprio verificare se… beh, ora posso davvero dirlo: è vero amore. non è soltanto un’infatuazione passeggera durata l’estate scorsa. io amo il fiume.
la giornata era splendida e ventosa. come al solito paradisiaca.
mi metto la crema doposole e una camicia di lino azzurra, lunga fino ai piedi, morbida. il cane dorme a pancia all’aria. è stato in acqua tutto il giorno. la crema comincia a fare reazione con la mia pelle, non è scottata ma restituisce il sole di mezzogiorno, mamma mia che sensazione, dimenticata, non mi ricordo il tempo, quando è stato? da quando ho smesso di prendere il sole? da un po’.
forse nella crema c’è la canfora, è fresca. mi sembra di tornare bambina.
sogno una casa col fiume in giardino e una roccia per tuffarsi. un po’ di alberi e una tavola allegra.
ho dimenticato tutto, tutte le mie confusioni le ho dimenticate al fiume. è un ladro gentile. mi lascia stanca e leggera e io gli sono grata. vabbè, ho anche tirato un pacco ad un amico pensando al fiume. povero. però capita. mi ha rapita, il fiume, ancora.

chissà come sarebbe finito il post se non fossi svenuta con questa ninna nanna (che dedico a te)

ho fame

non  che mi prema giustificare la mia assenza dal blog ma ultimamente c’è sempre qualcosa che mi porta lontano dal mondo blogosferico. se prima non potevo postare per motivi di tempo o di connessione questa volta il problema è proprio che non ho nulla dire: la mia esistenza ha perso colore ed allegria, evito ogni forma di vita sociale, triste e misera guardo alla povertà di cibi e di bevande sulla mia tavola, mi sforzo di gioirne ma con scarso successo; il mio unico pensiero è il cibo, cosa ho mangiato, cosa mangerò, quando finirà… una desolazione infinita fatta di pappette, tisane, beveroni, litri e litri di acqua, verdurine solo verdi (la carota o il pomodoro sono un lusso per dire), insalatine e il countdown dei minuti che mi separano dal “pasto” successivo. in alcuni momenti emerge una certa onnipotenza del tipo “si! ce l’ho fatta! sono invincibile, si! sono forte, ce la farò” ma il dramma è che meno mangio e meno dimagrisco, è un meccanismo assurdo abbastanza demotivante. comunque oggi è l’ultimo giorno della fase intensiva. so che il post è poco interessante ma con qualcuno dovevo pur lamentarmi della mia condizione di triste sognatrice di un piatto di trenette al pesto. comunque è tutto sotto controllo, ho i nervi saldi.

dall’altra parte

ho appena ritirato una pila di dvd. sono tutta emozionata. mi hanno proposto di far parte della giuria del genova film festival. naturalmente ho accettato con gioia. sono lusingata. forse, non so, magari dovrei sentirmi… diciamo… vecchia matura? al diavolo! non vedo l’ora di vedere tutti i corti dei giovani talenti, registi del futuro. che strana sensazione vivere un festival dall’altra parte, mi regala un certo brivido. questo tipo di responsabilità non mi pesa, anzi. ci metterò tutto l’amore e la cura che ho. penso sia una meravigliosa occasione. un’esperienza nuova e benvenuta. bello.

se parigi avess’ lu mer…

è la prima volta da quando ho il blog che mi ritrovo per più di tre giorni completamente senza connessione, mi sembra così strano. non rispondo a nessuno :( ne sul blog, ne su twitter e tanto meno alle mail. mi perdonate? il primo a dovermi perdonare è sicuramente riccardo che ha pubblicato una breve intervista questa settimana e io non ho ne commentato, ne spammato, ne postato, niente di niente… sorrrrry! l’attività di corrispondenza educata riprenderà dai primi di giugno, insomma, tra la mail che funziona male e tutto il resto ci sto facendo delle gran belle figure!

scrivo da bari, è una città bellissima, sono a dir poco innamorata e anche qui vorrei postare continuamente e non posso, rosico da matti. sono venuta ad accompagnare il mio bello che è ospite insieme ad altri 700 ragazzi (tutti under 30 beati loro come me) alla biennale dei giovani artisti europei e del mediterraneo. mannaggia a me! ho calcolato male i tempi di spedizione così non posso impugnare la flip-videocamera dei miei sogni: è arrivata esattamente il giorno dopo la partenza, che sfiga, volevo cominciare a fare liveVlogging approfittando delle splendide location della città, della puglia e della biennale, invece niente. ieri mentre passeggiavo tra le opere della biennale rosicavo da morire! soprattutto quando aki stava per divorare un’intera scultura realizzata con dei coni gelato.

ora sto postando dal pc della mitica marileda, ad occhio e croce verrò a spendere da lei i miei rari momenti da blogger. è stato fantastico stare al suo fianco mentre conduce vivaradionation; ciò che tutti immaginano i miei occhi hanno visto! son privilegi! grandi privilegi! siccome il mio bel legittimo articolino bazzicava da queste parti privo di telecamera ha pensato bene di girare qualcosa con una fotocamera “sdreus” durante la trasmissione così, detto fatto, è nato il nuovo promo, la cui qualità parla da se. vabbè dai chiudo incitando il popolo apulico e dintorni ad iscriversi al creativecamp del 31 e alla blogbeer del 1 aprile.

l’invasione delle ultrascarpe

28042008005.jpg

morboso. solo così posso definire il mio rapporto con le scarpe. ne compro un sacco, le adoro. ogni tanto faccio uno scatolone pieno zeppo di scarpe e lo regalo a qualche teatro più povero di altri… solo dopo essere passato sotto gli occhi-radar delle mie amiche, naturalmente.
qualche mese fa ho buttato in un cesto dell’immondizia, per strada, un paio di scarponcini rossi fatti a mano, comprati al porto di messina all’alba, dopo una notte di bagordi siculi, li ho buttati così, senza pensare, dopo quindici anni (15 ANNI! ) di avventure insieme io li ho buttati! senza nemmeno fotografarli, niente! che gesto sconsiderato! ogni tanto ci ripenso… mi mancano! potevano almeno diventare il primo scatto di un set di flickr e invece niente! mi è pure capitato di conoscere persone nuove che mi hanno detto “ehi, ma io mi ricordo di te! indossavi dei deliziosi scarponcini rossi”. aaahh… colpo al cuore! motosega nella piaga!
pazienza, ormai gli scarponcini sono andati e non c’è nulla da fare, il problema è che da quel giorno non ho più rinunciato a nessun paio di scarpe ed ora stanno diventando un vero incubo, hanno preso il sopravvento!
anche se il mio nokia fa delle foto orrende, anche se quello è solo un angolino, si può intuire benissimo la drammatica realtà di casa remi. i casi sono due: o escono di casa le scarpe o mi tocca andare in albergo.

le foto

2266890356_243883fd41.jpg

il giappone che aleggia, il vestito fucsia, le calze a righe, il computer, la collana di cozze, il disordine, la stivalata, la preoccupazione di non trovare mai niente e l’ansia di perdere tutto… mmm… questa tipa qua mi somiglia davvero!

ho scovato questa foto in giro per flickr (adoro flickr), complimenti all’autore perchè a mia insaputa mi ha ritratta con un’esattezza disarmante… :-|

bon, colgo l’occasione per dire a quanti non mi seguono via feed che:
1) voi non ve ne accorgete ma ogni tanto pubblico qualche foto… specialmente perchè non so scrivere. così, se vi pare, fate un giro qui.
2) magari è il caso che cominciate a seguirmi.. che il numerino dei readers qui a fianco a due cifre mi dà una tristezza infinita.
3) vi capisco perchè a me gli aggregatori di feed mettono un tantino di fastidioso senso del dovere.

invece a chi mi segue via feed chiedo scusa per questo post un po’ inutile, è che la foto mi piaceva condividerla, ha dei colori così belli… :P

in giro per roma

è dura ricominciare… se non scrivo per un po’ perdo “il giro” ma la condivisione, ormai, è uno stile di vita e così… scrivo e basta. come viene.

ultimamente bazzico spesso a roma, in giro per casting, è primavera.

ho incontrato un giovane casting director che da qualche anno ha aperto un sito potenzialmente 2.0 e che gestisce i casting via web, uh! era da tempo che volevo incontrare questa mosca bianca. gli auguro tanto successo vista l’importanza di un social network del genere, utilissimo per lavorare in un settore in cui gli aggiornamenti di attori e registi sono frequentissimi se non quotidiani. non oso immaginare gli archivi di foro e video polverosi di tutti gli altri casting. è un tipo simpatico. abbiamo parlato di rete e di computer invece che di cinema, ooops…
ha detto: ” … perchè internet è il futuro” gli ho risposto “ehm, veramente… è un po’ che… cioè, diciamo che è il presente almeno, dai” ha fatto un cenno di assenso. è un inizio. mi piace.

il mio ego è stato nutrito a dovere in questi giorni da un’altra casting director, sono entrata nel suo ufficio, lei ha guardato la mia foto a tutto schermo sul suo computer, ha sorriso e ha detto “che bello, finalmente un’attrice che assomiglia alle sue foto”!… ehm… non le ho detto che era un ritratto di cinque anni fa :P ho continuato la conversazione con un plesso solare un pochino gonfio. fa piacere, dai, eccome se fa piacere, anche a noi dell’85 ;-)

ho visto a teatro uno spettacolo di greg e lillo, sono bravi, non li conoscevo. sono entrata scettica e invece ho riso come una pazza. grandi!

durante un concerto di musica anni ‘50 e ‘60. io e la mia amica susy abbiamo fatto le sceme, sedute sulle poltrone del teatro facevamo i ballettini un po’ cretini, la ragazza di fianco a me si è unita a noi, simpaticamente. quando abbiamo cominciato a canticchiare in maniera un po’ sguaiata però l’ho vista rabbrividire. a luci accese l’ho riconosciuta: era quella ragazza bionda che ha vinto san remo, come si chiama? beh, è una di quelle che applaude piano con le manine di fianco alla faccia… mmm…

parlo (perchè mica scrivo io, ormai si sa) di questi piccoli attimi vissuti a roma con grande piacere. perchè il mio difficile rapporto con la capitale sta finalmente migliorando. meno conflitti, più risate, più appartenenza. son contenta. non mi par vero!