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che freddo
qui in campagna, dove siamo da qualche giorno, alla sera, abbiamo freddo. È per questo che accendiamo il fuoco. Che spettacolo sentire freddo! ma è del rapimento che il fuoco fa della mia anima e del mio corpo che vorrei parlare. Mi cattura, fa di me ciò che vuole, mi tiene in pugno, calamita, impossibile resistergli, per ore e ore resto lì, a guardarlo, al suo servizio, per tenerlo sempre vivo.
secondo me (eh già, altrimenti secondo chi?) In una vita precedente, membro di una tribù primitiva, ero un’addetta a sorvegliare il fuoco. Lo accendo con facilità e poi diventa così naturale, così completo, così appagante restare semplicemente lì davanti e basta, con la sensazione che non manchi niente.
In tutto questo una delle mie fobie è di morire arsa, prigioniera delle fiamme. Forse in una vita precedente sono stata anche una strega.
Comunque sia, questa sera l’ho trascorsa in compagnia del fuoco, visto che il mio bello è stato a letto tutto il giorno, perché si è ammalato e ci siamo trattenuti qui, in attesa che si senta meglio. Il fuoco è stato un compagno così attraente e affettuoso che mi andava di regalargli un post.
Con questi post dal telefonino ci lascerò qualche diotria! Non garantisco su punti, virgole e scherzi del t9… Ci vedo una cippa lippa!
estate
ogni anno, complice un’antica storia d’amore, in questo giorno comincio a canticchiare questa canzone, ma va? chissà come mai… il fatto è che poi mi resta allegramente in testa fino a settembre quando, nella mia mente, comincia ad avere un ritmo sempre più lento e le note calanti, è lì che mi specchio in questa che è una della mie canzoni italiane preferite. riconosco la mia essenza più profonda, la malinconia, un sentimento che mi piace sempre tanto. diciamo che questa versione di vinicio la rappresenta bene. un giorno la canterò sul serio.
oh, il mio corpo.
soddisfatta. mancano pochi giorni alla fine della dieta, mi ha assorbito un sacco di energie, di tempo, ma il risultato è fantastico. ho perso pochi kg, giusto un paio che ho preso smettendo di fumare, ma in maniera sensata. piano piano tornerò a mangiare tutto ma proprio tutto.
mi dispiace di aver fatto preoccupare alcune persone che mi vogliono bene. ma la situazione è completamente sotto controllo, davvero, anzi va meglio, non ho problemi di nessun tipo col cibo, ho solo avuto una fame nera per una settimana e ora mi sento bene, sono tutta bella purificata ed ho aggiunto un’esperienza nuova. prima o poi proverò anche il digiuno guidato.
non avevo mai fatto una dieta, tirando le somme credo che questi dieci giorni siano serviti, più che per dimagrire per darmi una disciplina e un’educazione alimentare, oltre che a riprendere le redini della cura del mio corpo, che avevo dimenticato da quando ho praticamente smesso di fare di teatro. è stato un po’ come appendere il violino al chiodo dimenticandomi che questo mio corpicino non è solo lo strumento del mio lavoro e io non sudo più così tanto. sono contenta di essere tornata una ragazza dalle sane abitudini e se poi mi rimetterò pure a fare sport potrò dichiarare di aver fatto il botto assoluto. ma non vorrei mai esagerare…
la sensazione è splendida, insomma, per farla breve: non solo mi sento una favola ma mi amo anche un po’ di più. è bello.
oggi, undici anni fa, alle dieci del mattino, dopo un paio d’anni di felice pratica, feci la mia cerimonia di conversione alla religione buddista. sono passati tredici anni ma ho lo stesso entusiasmo del primo giorno e non più entusiasmo perchè di più non ce n’è! non avrei mai pensato di avere costanza e disciplina… invece! ![]()
il lavoro
la maestria nell’arte di vivere consiste anche nel non distinguere fra lavoro e tempo libero, seguire la propria visione dell’eccellenza e goderne. mi sono svegliata con questo pensiero oggi e più ci penso più mi convinco che sia vero, concreto! non so voi ma io mi rendo sempre più conto di sentirmi in vacanza più quando lavoro che quando ho tutto il tempo che voglio.
british moment
mi diverto un mondo a preparare i provini in inglese, sono gli unici che preparo con estremo piacere. è tutto merito del mio simpatico insegnante di perfect english, ex danzatore, amico di artisti e teatranti. ci ammazziamo dalle risate facendo la parodia delle vecchie dive isteriche in perfetto BBC accent.
la scuola ogni tanto ci prova a fissarmi qualche lezione con altri insegnanti, a volte acconsento per non contraddirli ma poi un terribile malditesta-denti-statoinfluenzale mi impedisce di andarci e torno sempre da lui… adorabile!
racconto questa fotografia, piccolo dettaglio del mio piccolo mondo di donna, in contrasto con il coinvolgente ascolto dell’ultimo disco dei portishead che consiglio vivissimamente agli amanti del genere e anche a tutti gli altri: è meraviglioso già dal primo ascolto. loro hanno questa capacità di arrivare nelle viscere e di tirar fuori di tutto dal cuore dalla prima nota. come faranno? che grandi. è amore.
amore mio ritorna!
il mio computer sta morendo, lo sento! è una dolorosa ed inevitabile realtà, lui è perfetto per me ma non lo fanno più, non potrò più riaverlo, è deprimente. lo rivoglio! ridatemi un 12″ che sia un primo e unico legittimo computer! non ho bisogno di amanti o di flirt passeggeri. voglio lui, solo lui ![]()

ho messo questo adesivo sulla sua tenera melina morsicata luminosa, così, per rendere unici i suoi ultimi giorni (spero mesi). non potrà più ripetersi una storia d’amore come la nostra. prego ogni giorno perché apple si accorga del mio dolore, rifatemelo! vi prego! lo bramo con tutta me stessa… ridatemi il mio amore.
per i tuoi 100 anni
l’ho comprato l’altro giorno, per il suo compleanno, lo terrò con me a lungo e poi chissà su quale busta e nelle mani di chi finirà, per un solo giorno.
I love pop corn
questo post non è un tango ma potrebbe… eccoli, sento i 4/4 e il bandoneòn… già il nome… pop corn… è perfetto, meraviglioso. ho una grande passione per i pop corn. da sempre. li adoro. non ci posso far niente. li cerco e li divoro. sono tutto per me… zan, zan.
nutrono, sfamano, curano le nausee, sono lo stuzzichino perfetto, la merenda dei miei sogni.
i pop corn e la mia gola, i pop corn e il mio stomaco, i pop corn e la mia vita sono fatti per viaggiare insieme e infatti… sono perfetti per il viaggio, mangio enormi buste di pop corn recuperate all’autogrill o nei bar delle stazioni. mangio quelli soffiati, nei cinema o nelle cucine anni 60′, mi accontento anche di quelli da infilare nel microonde ma… i più buoni del mondo, quelli che porterei su un’isola deserta sono quelli che sto sgranocchiando in questo momento, quelli che ingoio a mani svelte dall’insalatiera grande, quelli fatti da me, in casa, con l’olio d’oliva nella pentola alta. un pizzico di sale e son serviti. che magia! la relazione tra il chicco di mais, la pentola, lo spargifiamma, il fuoco e la danza delle mie mani crea un accordo perfetto, quest’armonia mi rende la regina del pop corn, riesco a farli scoppiare tutti, senza bruciarne nessuno, sono croccanti e tiepidi, perfetti, come piace a me…mmm… finiti… mi lecco le dita. che goduria.
uh, ho scoperto l’opzione giustifica mentre scrivo… che ordine. mai più senza!
ultimamnte questo blog tende al cazzeggio più spietato e alla leggerezza, ecco, credo sia un bene… credo.















