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robe da pazzi

due belle serate. In pratica, la casa, per girarla tutta, ci vogliono (cronometrati) nove minti e sessanta con passo spedito, ogni parete è un pezzo di storia dell’arte che se ti avvicini troppo arriva la polizia e prende i documenti a tutti quanti, lo champagne è perfetto, si, perfetto e in più aiuta a non smarrirti. poche persone, quelle giuste, un mancamento davanti al tintoretto. poi gli enormi divani e l’ultimo film che lui ha prodotto è lì, sul grande schermo in uno dei salotti. ce n’è per tutti i gusti: c’è la bellissima attrice protagonista o, se preferisse, il fichissimo attore protagonista, sono lì con tutti gli altri, sono tutti bellissimi, butto un occhio all’autoritratto di van gogh e no, nemmeno questa volta svengo ma capisco da dove vengono tutte le opere con scritto “collezione privata” alle mostre. e poi i regali, le portate, i racconti, i sogni… ma niente, succede che uno degli uomini più ricchi, potenti e pure simpatici e folli di roma la cui famiglia ha fatto gli ultimi centoquattro anni della storia del cinema (ovvero tutti) seduto sullo stesso divano su cui chissà chi diamine è stato seduto durante tutto un secolo, sotto quel chagall mozzafiato, lui, dico lui! con chi ha limonato? (e quando dico limonato intendo dire limonato) eh, con chi ha limonato tutta la sera? eccccerto! con AKI! amore a prima vista. quel mostrillo peloso non smetterai mai di stupirmi, comincio a pensare che sia una divetta arrivista come tutte le attricette di roma, comunque merita un premio, o no?

ogni giorno è capodanno

ho fatto pace con la bella capitale. è una piacevole sensazione. finalmente! sono arrivata con due vestitini estivi e ora fa freddo, cerco il sole per scaldarmi ma lo trovo dentro di me e ne godo. mi fermo qui, a fare tutte le cose che non posso raccontare. ho una stanza bianca che io vedo azzurra e rossa, mi rilassa un sacco. capisco se mi piace stare in una stanza da come il mio cane si sente a suo agio e da quanto sia piacevole mettermi le creme, la mattina e la sera. in bagno poi c’è una mia foto, l’ho trovata lì, appesa al muro, ci sono io, secondo me avrò più o meno diciannove anni, è la foto di uno dei miei primi book e ogni volta che faccio il bagno mi cullo nei ricordi grazie a quella foto che è lì per farmi sentire a casa, ed è proprio così, mi sento a casa. finalmente. senza i cappelli, senza sandaletti, senza i libri, senza gli occhiali e le collane, senza i vestiti, senza il mio computer, senza i feticci, senza la mia spazzola, senza niente di niente, solo i miei due vestitini estivi che non posso più indossare e così mi sembra di ricominciare e infatti ricomincio e lo faccio ogni momento, uno dopo l’altro. con tutta questa vita e tutto questo sole che esplodono dentro. sono felice.

roma, finalmente ti guardo allo specchio e riconosco il tuo vero nome: amor

dove

sono qui, sono a genova, sono a milano e poi sono a roma, forse sono a riva del garda, forse nuovamente a roma o a milano. sono qui ma dove? dove è il mio cuore?
dove tutto è cominciato, da questo scatto, da quel momento, a bari. ma è solo ora che scopro che lo amo, ma veramente veramente. non diteglielo che lui non ama questo tipo di miele anche se è vero come è vero che sono qui.

milàn l’è un gran milàn

oggi porto sul mio corpo gli effetti devastanti della giornata trascorsa ieri a milano: ho una distesa sconfinata di punture di zanzara grosse come nocciole e pruriginose come ortiche e come se non bastasse ho il colpo dell’aria stregata alla schiena, per il continuo sbalzo di temperatura a cui la gente è sottoposta passando da un ambiente all’altro. ma poco importa! perché se ripenso alla giornata di ieri mi viene un sorriso, ma un sorriso, ma un sorriso… che guardi signora… è davvero bello sentirsi così.

ho fatto in un giorno ciò che generalmente faccio in una settimana ma anche la stanchezza non ha il potere di ostacolare la mia felicità; i particolari di quella che potenzialmente doveva essere una giornata stressante l’hanno resa davvero speciale.
per prima cosa gli incontri che ho fatto mi hanno lasciata di stucco! ho rivisto una quantità di amici, degli ambienti più diversi, che non riesco a contarli, è stato un continuo incrociarsi, ma non con persone a cui sorridi pensando: “speriamo che mi molli presto che non ne ho proprio voglia” no, no, parlo di quel tipo di incontri belli con persone simpatiche e piacevoli che è delizioso rivedere e già per questo la giornata è stata davvero fantastica.

poi ho piacevolmente accolto l’invito a partecipare alla conferenza stampa di un evento al quale, con grosse probabilità, darò il mio piccolo contributo, lo spero, anche perché ci credo ed è un buon modo per sognare un italia meno “poveretta”. in bocca al lupo! faccio qui i miei complimenti al progetto.

la pausa pranzo, invece, l’ho affrontata un po’ spaventata, perché la mia amica alcuni giorni fa mi ha scritto una mail terrorizzante tipo: “non fare domande, ti devo parlare”, aiuto, io mi spavento facilmente! allora l’ho chiamata per pranzare insieme e all’appuntamento c’era anche il suo futuro marito, entrambi avevano un sorriso radioso e mi hanno consegnato l’invito al loro matrimonio, cosa che mi ha riempita di gioia e di sollievo ovviamente, poi, però, quando mi hanno detto che era il primo invito che consegnavano, ecco, a quel punto mi sono sentita come una statua di ghiaccio al sole: mi sono sciolta tutta e mi sono venuti gli occhi a cuore, sono momenti beli, ma belli belli. grasse risate. grazie.

non è mica finita! eh! dopo tanti appuntamenti, incontri ed emozioni ero un pochino sfinita e mi sono trascinata a forza verso l’ultimo impegno di lavoro. mentre compilo un modulo, una specie di lista,  mi confondo, spiazzata, perché mi accorgo che la persona prima di me è Maria Remi! maria remi?! dovete sapere che sia io che maria, frequentando gli stessi ambienti, abbiamo sempre sentito parlare l’una dell’altra e, negli anni, abbiamo coltivato una certa curiosità reciproca, in primo luogo perché facciamo più o meno lo stesso lavoro (io attrice e lei showgirl) e poi perché di remi non ce ne sono mica tanti al mondo, anzi, pochissimi. lei è informatissima e sa tutto sul nostro cognome così ora anch’io so che remi significa “i primi” (speriamo) e che siamo gente di confine tra francia e belgio. eravamo emozionate per questo incontro, ci brillavano gli occhi, ma la vera carrambata è che anche lei ha un blog! ma non uno stupido blog personale come il mio, no, no! lei è appassionata di web e tecnologia e scrive di quello! non potevamo crederci, è stato incredibile scoprire di avere tante cose in comune, eravamo anche vestite molto simili! ci siamo ripromesse di lavorare insieme in futuro, è stato fantastico incontrarla… insomma… che giornatona! è davvero bello sentirsi così.

uh, che post lungo, non è da me. chiudo qui. ciao. love.