dedicato a un ragazzo di nome sw4n

video post di attacco alla mia Vlogstar preferita ma troppo, troppo sfacciata! questa è la prima azione stonata di guerriglia bloggosferica. solo la prima!

l’invasione delle ultrascarpe

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morboso. solo così posso definire il mio rapporto con le scarpe. ne compro un sacco, le adoro. ogni tanto faccio uno scatolone pieno zeppo di scarpe e lo regalo a qualche teatro più povero di altri… solo dopo essere passato sotto gli occhi-radar delle mie amiche, naturalmente.
qualche mese fa ho buttato in un cesto dell’immondizia, per strada, un paio di scarponcini rossi fatti a mano, comprati al porto di messina all’alba, dopo una notte di bagordi siculi, li ho buttati così, senza pensare, dopo quindici anni (15 ANNI! ) di avventure insieme io li ho buttati! senza nemmeno fotografarli, niente! che gesto sconsiderato! ogni tanto ci ripenso… mi mancano! potevano almeno diventare il primo scatto di un set di flickr e invece niente! mi è pure capitato di conoscere persone nuove che mi hanno detto “ehi, ma io mi ricordo di te! indossavi dei deliziosi scarponcini rossi”. aaahh… colpo al cuore! motosega nella piaga!
pazienza, ormai gli scarponcini sono andati e non c’è nulla da fare, il problema è che da quel giorno non ho più rinunciato a nessun paio di scarpe ed ora stanno diventando un vero incubo, hanno preso il sopravvento!
anche se il mio nokia fa delle foto orrende, anche se quello è solo un angolino, si può intuire benissimo la drammatica realtà di casa remi. i casi sono due: o escono di casa le scarpe o mi tocca andare in albergo.

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oggi, undici anni fa, alle dieci del mattino, dopo un paio d’anni di felice pratica, feci la mia cerimonia di conversione alla religione buddista. sono passati tredici anni ma ho lo stesso entusiasmo del primo giorno e non più entusiasmo perchè di più non ce n’è! non avrei mai pensato di avere costanza e disciplina… invece! :-)

cloni all’improvviso

non ve l’ho mai detto ma da un po’ di tempo sono ospite quasi fissa a vivaradionation. ora l’ho detto. oggi ci srà un altro puntatone intorno alle 11.30!
diciamo forse. si, insomma, dipende… se marileda si sveglia… se all’umile telefono di sw4n regge la pompa… insomma noi ci si riprova, così, all’improvviso, all’improvviso.
tutte le informazioni, il link per ascoltarci e gli ospiti li trovate qui.

grazie allo staff remyna per la realizzazione dello spot e un ringraziamento speciale agli sponsor per le mollettine e per la musica.

le foto

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il giappone che aleggia, il vestito fucsia, le calze a righe, il computer, la collana di cozze, il disordine, la stivalata, la preoccupazione di non trovare mai niente e l’ansia di perdere tutto… mmm… questa tipa qua mi somiglia davvero!

ho scovato questa foto in giro per flickr (adoro flickr), complimenti all’autore perchè a mia insaputa mi ha ritratta con un’esattezza disarmante… :-|

bon, colgo l’occasione per dire a quanti non mi seguono via feed che:
1) voi non ve ne accorgete ma ogni tanto pubblico qualche foto… specialmente perchè non so scrivere. così, se vi pare, fate un giro qui.
2) magari è il caso che cominciate a seguirmi.. che il numerino dei readers qui a fianco a due cifre mi dà una tristezza infinita.
3) vi capisco perchè a me gli aggregatori di feed mettono un tantino di fastidioso senso del dovere.

invece a chi mi segue via feed chiedo scusa per questo post un po’ inutile, è che la foto mi piaceva condividerla, ha dei colori così belli… :P

wiki-story

non so quale strana magia intrinseca possieda il fenomeno “wiki moment”, non lo so perchè… e non lo so perchè ma all’improvviso, all’improvviso riesce sempre a sorprendermi. settimanalmente ricevo wiki-segnali davvero folli. contagio dopo contagio chissà dove arriveremo…
riassunto delle puntate precedenti:
in un momento di pausa, ad udine, durante stateofthenet, un gruppo di amici si interroga sul significato di “wikimoment”, la domanda si trasforma in un gioco che come una febbre si diffonde tra i partecipanti. nasce un tormentone che dopo pochi giorni diventa un videopost, girato unicamente per far sorridere i partecipanti dell’ evento. invece riscuote un inaspettato successo e, grazie ad un ragazzo che di wiki se ne intende parecchio, il tormentone diventa un fenomeno internazionale.
i mesi passano ma la blogosfera continua ad interrogarsi sul significato del “wiki moment” e la febbre dilaga. attratta come il ferro alla calamita la wiki-people continua ad aumentare.
questa mattina sento una voce maschile intonare il “wiki moment”, muoio dalle risate e rispondo alla provocazione con un questo duetto stupidissimo…

ma nel profondo coltivo una vendetta spietata nei confronti del mio sfacciato sfidante, voglio vederlo tremare. intanto aspetto i vostri video di risposta! forza VLogger! scatenatevi in un “wiki moment” collettivo! forza!
la storia continua…

il lavoro

la maestria nell’arte di vivere consiste anche nel non distinguere fra lavoro e tempo libero, seguire la propria visione dell’eccellenza e goderne. mi sono svegliata con questo pensiero oggi e più ci penso più mi convinco che sia vero, concreto! non so voi ma io mi rendo sempre più conto di sentirmi in vacanza più quando lavoro che quando ho tutto il tempo che voglio.

al mercadante

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ho messo il vestito a fiori per andare a napoli. che città meravigliosa e assurda. ho comprato il caffè, i dolci, i formaggi ma i sapori cambiano, fuori napoli.
mi sono chiusa qualche ora in un bellissimo teatro, per pensare. ho respirato quell’aria polverosa che conosco bene. ho abbracciato i conflitti di sempre, ho lasciato che danzassero nella testa e la conclusione è sempre la stessa: fare l’attore di teatro è come essere imprigionato in un museo in assenza di tempo e in eccesso di gravità. è qualcosa di antico. forse finito. forse non so.

sono stati giorni belli e, fatta eccezione per la serata passata con stefano, sono stati giorni di solitudine. mi piace restare sola. tanto.

anche la partenza dalla stazione di mergellina ha richiamato alla mente qualcosa di lucente e lontano, non ricordo… ma era magico, vissuto intensamente, con passione, con eleganza, con sfarzo anche, chissà quando, forse la scorsa vita. che posto bello. son stata bene. grazie napoli.

AAA lavoro cercasi

BASTA!

non ne posso più!!!
perdo praticamente un lavoro al giorno per questa o quell’amante di questo o quel capoccia. sono esausta e anche il mio conto in banca è esanime. per fortuna il mio direttore di banca è un amico, lo chiamo il mio bancabbestia… però così non si può andare avanti.
è ufficilale: CERCO LAVORO!
non posso e non voglio più competere con queste bagasce buone donne.
non posso permettere che i miei sforzi di anni vengano sminuiti da fiumi di sgallettate incompetenti. basta!
accetto qualsiasi proposta di lavoro serio. non voglio  più mescolarmi a tanto schifo!
basta.

ho misurato la mia vita con cucchiaini da caffè

oggi è uno di quei giorni in cui sento il bisogno di rileggere questa poesia