immaginando la mia immagine

ieri sera ho visto l’anteprima di trilogy. è forse la prima volta che mi ritengo pienamente soddisfatta del mio lavoro. lo ritengo un passo avanti senza precedenti visto che sono sempre stata una spietata autocriticona! è bello.
ho scoperto che l’idea che ho di me è completamente distorta, credevo di essere ancora una specie di pippi calzelunghe di tredici anni e invece ieri ho visto una donna fatta e per fortuna non ancora finita, morbida, nei miei occhi le tracce di tante esperienze e una certa fierezza. mi piace.
tra bisturi e vecchiaia in me vince sicuramente la paura del bisturi, ho sempre saputo che non sarei mai passata dal chirurgo plastico in vita mia, non per merito ma per pura fifa, sotto i ferri ci andrò (tiè) solo in caso di vita o di morte (pesaaante!), quindi ho sempre convissuto con la certezza che in futuro avrei dovuto accettare tristemente l’orribile mutare del mio corpo e invece, guarda un po’, mi piaccio sempre di più… questa sensazione supera ogni aspettativa di felicità!
guardo la mia immagine e mi sento così affascinante…

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naa… sono occhiali giocattolo… :P

 

brividi

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anteprima: è come andare al cinema nuda, a tutte le altre proiezioni andrò preparata… ma la prima volta è sconvolgente. lo è sempre. ah, che curiosità… che colpo al cuor…

posti parecchio limitati.. scrivimi :-)

guarda il trailer 

il giardino della vita

Viaggiatore da dove vieni? E dove vai?
La luna è tramontata e il sole non è ancora sorto nell’oscurità,
prima dell’alba io avanzo in cerca di luce per dissipare le scure nubi della mia mente.
Per cercare un grande albero non piegato dalla tempesta,
io emergo dalla terra. [d. ikeda]

pesco

questa foto è un omaggio al mio maestro: daisaku ikeda. gli ideogrammi li ha dipinti lui, c’è scritto “lottiamo insieme”. questa è la mia promessa. ho scattato la foto col telefonino ed è un peccato non potervi regalare ogni sfumatura di colore, così delicata. sono fiori di pesco, guardarli è un piacere, è un po’ come leggere una poesia diversa per ognuno di loro. li ho ricevuti per s.valentino… ma hanno cominciato a sbocciare ieri, ogni bocciolo una nuova primavera :-)
penso a quanto sia fortunata ad avere un maestro e a quanto sia profondo il nostro legame. è il pilastro della mia vita, lui mi ha indicato la strada, io sarò il suo futuro… vita dopo vita, in innumerevoli terre, ci ritroveremo ancora a lottare insieme… sensei.

click

qualcosa è scattato. credo di aver spezzato la dipendenza, che ogni interprete inevitabilmente ha, dalla creatività di un altra persona. sto lentamente sciogliendo le catene di cera che mi impedivano di creare qualcosa da me, naturalmente, senza vincoli. non ero libera. ora qualcosa è successo, il laccio si è sciolto nella profondità delle viscere. tutto grazie ad un piccolo video che sto ideando insieme ad eyal per una trentina di ragazzi e di cui vi parlerò strada facendo. è un’insolita esperienza che mi sta davvero cambiando. scoppio di gratitudine quando la vita riesce a stupirmi.

ci sono due nuovi clip:

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wiki moment

questa mattina passeggiando al porto… ripensavo ai giorni trascorsi ad udine e a quanto mi sono divertita, intonavo le canzoni che che abbiamo cantato come pazzi diciottenni sulla macchina nuova con marco filippo e lele durante il viaggio di ritorno. arrivata all’arena del mare, ho superato l’imbarazzo di trovarmi in mezzo ai passanti e per giunta senza trucco e senza preparazione a cantare la prima canzone italiana che mi è venuta in mente e… beh… questo è il (discutibile) risultato.
questa “wiki-song” è dedicata a mafe, paolo, i marchi, lalui, gigi, ross, stefano e … a tutti i prestigiosi partecipanti di stateofthenet, scusate se non cito tutti, poi vi linko tutti.. ma anche no… che tanto siete tutti famosi e io ho un pagerank da suicidio.

 

per chi non c’era qui tutti i post e le foto

partenze e ripartenze

volevo solo leggere durante il viaggio genova-udine, infatti ho aperto il libro e l’ho posato sulle ginocchia, ma fuori c’era il sole, sembrava primavera e in tutte quelle stazioni vedevo pezzi di me, immobili, fermi ad aspettarmi, come al museo della mia vita… e allora mi sono abbandonata alla malinconia e ai ricordi, tanto il cuore era in festa…
genova nel sole, la genova che preferisco. le partenze.
pavia, amore… ti cerco… dove sei?
la milano di sempre, quella che amo, quella del lavoro e degli amici al bar.
desenzano e il mio lago, l’infanzia, i campi rossi di papaveri, i bagni, la scuola, le notti passate in macchina a fare l’amore, le schienate al sole in mezzo al blu più profondo, su un gozzo con gli amici.
venezia delle lacerazioni, della rabbia, degli artisti e delle opere, dei chilometri a piedi nell’arsenale, i gatti, la luna, le lacrime, gli applausi.
conegliano, il mio primo viaggio in treno, mia nonna, le applicazioni colorate sulle mie scarpette bianche e la paura di non essere alla moda, quella piccola stazione è ancora identica.
casarsa e ancora lui, sempre lui… dimenticato dalla sua terra e per sempre nel mio cuore.
codroipo, antipatico anagramma, grigie giornate coloarate dal circo, dal teatro, nel freddo, un inizio che ormai è un ricordo e naturalmente lei, un’amica speciale.

 

udine, che ci faccio qui? è tutto così lontano dal mio mondo e io?… così pericolosamente a mio agio, così maledettamente attratta da quella che potrebbe diventare la mia nuova vita… mi sono persa nella rete e mi è piaciuto parecchio… c’è profumo di rinascita, si, lo riconosco.

I love pop corn

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questo post non è un tango ma potrebbe… eccoli, sento i 4/4 e il bandoneòn… già il nome… pop corn… è perfetto, meraviglioso. ho una grande passione per i pop corn. da sempre. li adoro. non ci posso far niente. li cerco e li divoro. sono tutto per me… zan, zan.
nutrono, sfamano, curano le nausee, sono lo stuzzichino perfetto, la merenda dei miei sogni.
i pop corn e la mia gola, i pop corn e il mio stomaco, i pop corn e la mia vita sono fatti per viaggiare insieme e infatti… sono perfetti per il viaggio, mangio enormi buste di pop corn recuperate all’autogrill o nei bar delle stazioni. mangio quelli soffiati, nei cinema o nelle cucine anni 60′, mi accontento anche di quelli da infilare nel microonde ma… i più buoni del mondo, quelli che porterei su un’isola deserta sono quelli che sto sgranocchiando in questo momento, quelli che ingoio a mani svelte dall’insalatiera grande, quelli fatti da me, in casa, con l’olio d’oliva nella pentola alta. un pizzico di sale e son serviti. che magia! la relazione tra il chicco di mais, la pentola, lo spargifiamma, il fuoco e la danza delle mie mani crea un accordo perfetto, quest’armonia mi rende la regina del pop corn, riesco a farli scoppiare tutti, senza bruciarne nessuno, sono croccanti e tiepidi, perfetti, come piace a me…mmm… finiti… mi lecco le dita. che goduria.

uh, ho scoperto l’opzione giustifica mentre scrivo… che ordine. mai più senza!

ultimamnte questo blog tende al cazzeggio più spietato e alla leggerezza, ecco, credo sia un bene… credo.

staff only

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primavera-estate
nuova collezione uomo-donna in arrivo. :P

state of the net

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la proposta è arrivata, inaspettata.
sarà la mia prima volta.
sono emozionata, stimolata.
è decisamente una bella occasione.
non potrò che essere generosa.
vi aspetto a udine.

ringrazio marco e paolo per la fiducia che ripongono in me e per avermi spalancato la porta del prestigio.
occhio e croce sarà un delirio e se non hai capito niente, beh, siamo in due, dai, clicka qui.