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umiltà e modestia - la cultura del villaggio e dell’oceano.
ieri ho fatto un brutto incontro nel web, ancora una volta con una cine-romanità… che non se ne può più. anche da lontano colpisce ancora. ho deciso che, con garbo, dirò tutto ciò che penso. ovviamente non sul blog ma alle persone interessate e chissà che non nasca un nuovo movimento di attrori con tanto di actors pride annuale… a roma per cominciare.
esiste una grossa differenza tra l’essere arroganti e darsi valore, è la stessa che esiste tra l’essere umili oppure essere degli zerbini.
l’esperienza mi ha riportato alla mente un interessante articolo (un saggio di 10 pagine) del dott. tetsugai obò che cercherò di riassumere brevemente:
esistono due diverse culture: la cultura del villaggio e la cultura dell’oceano.
la mentalità della cultura del villaggio è di seguire la corrente. la cosa più importante per le persone cresciute così è cosa pensano di loro i concittadini, il pubblico. in questa cultura viene insegnato alle persone a non prendere posizioni troppo nette, a non essere arroganti, audaci o troppo curiosi, a sorridere anche se dentro si è in disaccordo.
secondo alcune ricerche mediche le persone docili sono più inclini a soffrire di problemi di salute, dunque la cultura del villaggio, dove regna la modestia , l’umiltà, l’ essere sempre educati, equilibrati. favorisce la malattia, le persone buone tendono ad ammalarsi. al contrario i leader della società, i presidenti, gli umini di successo, tendono ad essere arroganti e aggressivi, malvagi ma pieni di energia. si comportano in modo abominevole, sono pieni di sè però possenti, sani e fortunati. che meccanismo interessante!
bisogna avere il coraggio di essere audaci, coraggiosi e decisi. fiduciosi e persuasivi! è questo il modo corretto di vivere. restare intrappolati nella cultura del villaggio, essere persone sottomesse senza personalità, un pò sfortunate e passive, fare le cose per benino e restare calmi, controllati e non avere troppa fiducia in se stessi, questo equivale ad uccidersi.
il problema non sta nel fatto che le persone malvagie hanno le redini del mondo, ma che le persone buone uccidono se stesse. se le persone serie, generose, di cuore si alzassero a parlare apertamente, si creerebbe un’onda dove le persone egoiste si sentirebbero subito a disagio. ci vuole coraggio ad agire in modo anticonformista perchè ci si sente esclusi: la gente del villaggio non apprezza chi parla apertamente, opprime le persone e lo ritiene un comportamento inconcepibile. la cultura dell’oceano invece è indipendente, energica, aperta.
nei luoghi a contatto col mare vi è una forte influenza di questa cultura, sangue di pirati, coloni e pescatori.
il punto é:
guardando te stesso in questo momento, quanti punti ti daresti da 0 a 100?
tic., tac, tic, tac… pensa a quel numero, dai, quanto di daresti?
in genere le persone si danno da 0 a 60 punti, persone dalla forte autostima arrivano a 99 ma sono pochissime le persone che si attribuiscono 100 punti. ebbene, solo chi si attribuisce 100 punti vive la cultura dell’oceano, sono quelli che vivono con audacia, coraggio e intraprendenza.
le persone conformiste , sebbene si sforzino, non riescono a farcela, dicono: ’se continuerò a perseverare, prima o poi riuscirò, devo essere paziente’ ma come può farcela uno che si dà 60 punti? gli arroganti ottengono successo per ogni cosa che fanno, riempiono le cronache per corruzzione, adulazione, perversione eppure il loro successo aumenta. come si spiega tutto questo?
in definitiva, chi si disprezza viene a sua volta disprezzato.
coltivare il coraggio di vivere, questo è interessante. smettere di uccidersi.
si accumula fortuna gioendo e godendo di ogni cosa, lasciando brillare la propria vita per come è e non per come gli altri vorrebbero che fosse. è il principio del ‘dovere di sorridere’, di cui già ho scritto.
aspettarsi sempre qualcosa in cambio per il solo fatto di essersi sforzati è deprimente. le persone che fanno brillare la propria vita sono fortunate! si danno 100 punti! disintossichiamoci dalla cultura del villaggio, la cultura dell’umile sacrificio, che poi spinge le persone a mostrare il loro peggio quando sono distanti dall’occhio vigile dei loro vicini oppure a sfogare una folle ferocia quando la compressione diventa insopportabile.
non è difficile sentirsi grandi quando tutto va bene ma l’audacia sta nel credere nella nostra grandezza davanti ai fallimenti, quando siamo depressi o davanti a qualsiasi condizione miserabile in cui possiamo trovarci, allora la tristezza si trasforma in coraggio. è la forma di rispetto più profonda che c’è.
chi si attribuisce 100 punti? io! forse qualcuno, dal villaggio, può giudicarmi arrogante. ma l’arroganza è di chi si mette continuamente a confronto per sentirsi più gonfio, di chi nasconde la propria debolezza calpestando gli altri. in realtà non mi sento superiore a qualcuno e nemmeno inferiore, non mi comparo agli altri, non mi interessa affermare di avere o essere di più, sempre di più… semplicente riconosco il mio valore e quello di ogni essere umano, l’unicità di ognuno. non sento il bisogno bisogno di entrare in competizione e vincere su un’altra persona solo per lenire le mie ansie e le mie insicurezze. forte o fragile e mille altri modi di sentirmi, che importanza ha. voglio vivere. voglio gioire. essere se stessi non è un lusso è un diritto!
scusi il disturbo
A giorni il via alle riprese di un nuovo corto, a Milano: scusi il disturbo.
E’ un film grottesco-paradossale, ma dai contenuti profondi e con il trionfo finale dei ‘buoni’ sentimenti, le cui atmosfere potrebbero ricordare due autori europei specialisti di questo genere, Aki Kaurismaki e Pedro Almodovar, fonti principali d’ispirazione dell’opera. Il film dura 12’ ca..
Argomento è il rapporto amoroso tra i sessi in tutte le sue possibili combinazioni, che viene esplorato, in maniera chiaramente ironica, attraverso le vicende di quattro personaggi.
La sceneggiatura di “Scusi il disturbo”, ha fatto davvero una buona impressione sugli addetti ai lavori. Tanto da aver già spinto vari responsabili di programmazione televisiva e/o direttori di rete a inviare delle lettere d’impegno per la messa in onda dell’opera, quando la lavorazione tecnica dell’opera sarà conclusa.
Il film verrà girato in pellicola 35mm, finalizzata anche in video DigiBeta e Dvd. Questo permetterà di proiettare l’opera sia in sala cinematografica, sia in tv, attraverso proiezioni video e in dvd, per un uso anche domestico.
La regia è di Amedeo Procopio.
a presto nuove news e magari qualche foto dal set.
i luoghi comuni
ecco qui la versione ridotta del cortometraggio di gianluca migliarotti per realtimeTV
presto caricherò la versione estesa ed altri video sul mio youtube channel
happy family
negli ultimi dieci anni della mia vita, anno più, anno meno, verso dicembre arrivava il momento di predisporsi ad affrontare il mese di repliche a milano del ’sogno di una notte di mezza estate’, tradizionale spettacolo natalizio del teatro dell’elfo, ebbene, apprendo, quest’anno non ci sarà.
al suo posto replicherà anticipatamente happy family reduce dai successi della stagione. è uno spettacolo di alessandro genovesi, un mio amico carissimo. oltre ad essere un attore strippoitoso sta sbocciando energicamente come un autore favvero promettente. instancabile ricercatore, osservatore e scienziato del tempo.
happy family è la sua prima firma ed è uno spettacolo da non perdere. io l’ho visto, tornerò a vederlo. davvero. favvero. ha avuto delle critiche buonissime quindi non serve che io lo recensisca altrimenti sembra genovesilandia.
strippoitoso!
foto di Flavio Bonetti (Alessandro Genovesi, Jean-Christophe Potvin)
il dovere di sorridere
il viaggio in corsica è andato benissimo, con la nostra mini rossa e bianca abbiamo giarato tutto il sud e le sue spiagge deserte. che dono! ci voleva! ci tornerò sicuramente.
spesso andavo a mangiare in un ristorante in riva al mare dove, a parte la buona cucina, ho avuto la fortuna di incontrare le persone che ci lavorano: ragazzi e ragazze bellissimi, tutti vestiti di bianco con dei sorrisi enormi di soddisfazione sincera.
loro stanno lì tutto il giorno davanti al mare e immersi nella luce a fare i caffè per i turisti, danno l’impressione di non stancarsi mai e di essere completamente realizzati e felici. quei sorrisi sono il vero tesoro che mi sono portata a casa, mi hanno dato la forza di decidere e dichiarare a me stessa che sorridere è un dovere, qualsiasi cosa accada. non so quale strano meccanismo sia scattato ma tutto sembra essere cambiato intorno a me e soprattutto dentro me. le giornate fluiscono leggere, dormo poco e faccio un sacco di cose, sono piena di una strana gioia quasi da innamoramento. che svolta!
sarà il mio motto per questa estate che promette grandi cose: SORRIDI! è il tuo dovere.
MARINA’S old GUESTBOOK:
riporto i vostri amorevoli segnali d’amor perchè questo, in fondo, è il mio diario.
grazie per tutti i messaggi e i commenti!
è ora di vacanze
me ne vado al mare! in corsica…
detto fatto!
fantastico un posto dove i cani vanno in spiaggia dove gli pare.
invece che fare duemila7 spot contro l’abbandono di animali sarebbe più saggio attrezzarsi per accoglierli, o no?
CHE BELLO, I BAGNI!
roma addio
non ne potevo più, roma mi ha fatto toccare il fondo!
ho la sensazione che la citta’ e le persone che ho incontrato in questi mesi abbiano preso tanto, oseri dire succhiato tutto, senza restituire mai niente ed ora sono esaurita, ho bisogno di rifare il pieno di gioia e speranza ed aggrapparmi a tutti i sani valori che mi hanno sempre sostenuta perche’ sono esusta, spossata, delusa e triste.
roma mi ha tirato fuori il peggio, per un poco ho retto ma poi sono crollata, stavo per diventare collerica e sprezzante come tutti quanti.
a parte pochissimi, rari casi di umanità ho lottato con persone veramente piccole col cuore a forma di calcolatrice, con l’opportunismo più sfacciato e volgare, con un arrivismo privo di meriti.
roma è ottima per studiare personaggi sporchi e corrotti, grigi topi e parassiti, servi leccapiedi, sempre pronti a puntare il dito contro, ad aggrdire o sminuire ogni entusiasmo. che noia.
non esiste nemmeno piu’ il cinema, non esiste sensibilita’ o talento, poesia, rimane solo un magnamagna infuso di mediocrita’ senza scrupoli.
forse ho avuto solo sfortuna a non incontrare nessuno che meriti un reale interesse ne trovo interssante passare le giornate a sgomitare per farmi avanti nel lavoro come al supermercato, perche’ c’e’ sempre qualcuno pronto ad approfittare dim una distrazione per trarne vantaggio. e poi cosa c’e’ da urlare sempre, perche’ ostentare tutto con cosi’ poca grazia, diamine, un poco di eleganza!
roma, lo splendore e la grandezza del passato sono morti ed i turisti fanno la fila per vederne le rovine.
la tastiera del computer si rifiuta di scrivere questo post, i caratteri si sono magicamente spostati e non riesco piu’ a trovarli, vado avanti per tentativi, che metafora perfetta… anche la tastiera e’ starata come roma, costringe le sue vittime ad annaspare al buio inibite da un potere oscuro… mi scuso per gli errori…
in breve, ho fatto i bagagli e sono fuggita… sono tornata al mio mare, circondata da persone vere che sanno parlare della vita senza secondi fini.
nel cuore la delusione per aver superato ogni più crudele aspettativa… pazienza.
sto persino meditando di cambiare vita, chissa’ cosa mi riservera’ il futuro dopo aver accolto e digerito questo strano e inaspettato momento di cambiamento. adoro il mio lavoro e ora apprezzo il mio percorso di attrice e provo un’enorme gratitudine per come ho vissuto e lavorto prima di incimpare a roma.
non so cosa sara’ di me ma di sicuro ho capito cosa non voglio essere.
il piu’ caldo abbraccio invece e’ per gli amici romani, in gran parte adottati, che sanno fare la differenza con coraggio/duepunti-
andrea, anita, giorgio, paolo, cinzia, cristian e tutto il gruppo gallia e dintorni. grazie di cuore
adios y qui sas qui sas qui sas…












