news
la canalis e il mio cane!
elisabetta canalis e il mio adorato aki insieme in TV!
un bel debutto!
e visto che è un post dedicato a lui eccovi un video sulla nostra piccola famiglia:
redrockcountry
a tutti gli amici che mi chiedono notizie dall’arizona voglio dire che condividerò con molto piacere il materiale, dopo aver fatto ordine, non trovo un minuto di calma, questo week end mi applicherò! devo sviluppare le foto, riguardare i video e cercare di montarli dando un senso al girato visto che la telecamera esisteva solo nei rari momenti liberi, tipo al supermercato. ricordo bene le selezioni musicali della radio locale durante le riprese in macchina, erano fantastiche, scrivendo mi viene voglia di cominciare a lavorarci…
intanto…
nella foto l’ncontro con due filmaker newyorkesi ad una festa di cui ho trovato un breve momento su youtube:
il bellissimo e bravo trevor morgan introdotto dal simpaticissimo e grandissimo direttore del festival Patrick Schweiss.
trevor parla dell’esperienza di protagonista in ‘off the black’ al fianco del mitico nick nolte, che girava, provocando un certo brivido, alla festa…
prometto news…
onde
“Onde” (2005)
una produzione Apnea Film
regia di Francesco Fei,
con Anita Caprioli, Ignazio Oliva,
Marina Remi e Filippo Timi.
partecipa al Milano Film Festival
(22 marzo-2 aprile 2007)
proiezione sabato 24 marzo 2007
ore 17 e 30
Cinema San Carlo
Via Morozzo della Rocca, 10
Milano
la bottega del caffè in TV
Venerdì 23 marzo 2007, ore 21,00 e domenica 25, ore 18,00
La bottega del caffè andrà in onda su Mediaset Premium.
nella foto: Fabiano Fantini
interpreta trappolo
DAI DIAMANTI NON NASCE NIENTE…
ARTICOLO SULLA STAMPA DEL 11.3.07
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I seguaci di Siddharta pregano in una cella-tempietto Convertiti per
lettera da un finanziere “vittima” di Mani Pulite
TORINO
Gigi congiunge le grandi mani con i semi delle carte tatuati sulle nocche,
chiude gli occhi e piega la testa. Tra le dita fa scorrere il «gjutzu», il
rosario buddista da 108 grani, e, quasi in trance, ripete il mantra «nam
myoho renge kyo, nam myoho renge kyo…». Lo sa a memoria, ma la lavagna
appesa al muro ricorda la formula ai neofiti. Accanto a lui, raccolti in
preghiera nella cella da due metri per tre decorata con ideogrammi cinesi e
candele, siedono Elio, Giancarlo, Evandro, Massimo, una quindicina di
detenuti della sezione «Prometeo», quella dei sieropositivi: blocco A, casa
circondariale Lorusso-Cutugno, Torino, Italia. Il mondo grande sta fuori,
ma qui dentro, in fondo a una sequenza di strati, muri, barriere, portoni,
ce n´è uno piccino, un microcosmo che spicca quanto il fiore di loto
dipinto sulle pareti grigie.
Il loto dentro
Da un paio d´anni, pioniere tra i penitenziari italiani, il
Lorusso-Cotugno, più noto come Le Vallette, ospita un tempietto buddista
con tanto di Gohnzon, l´oggetto di culto della scuola Daishonin, per
soddisfare l´esigenza di una comunità di fedeli che cresce al ritmo di
quasi un adepto al mese. A cominciare fu Elio, testa glabra come il Budda
con cui ha tappezzato porte e muri della sua sezione, 55 anni di cui 25
passati in carcere, tentato alla «resurrezione spirituale» dalla sorella
Assunta e sedotto definitivamente dall´impegno di un ex detenuto. Era il
2002. Oggi Elio può contare su una quarantina di correligionari e
altrettanti curiosi che, di tanto in tanto, si affacciano a sbirciare la
«pratica» quotidiana di questi compagni di clausura diventati meno rissosi,
più sorridenti, sereni quel tanto possibile nella routine filtrata dalle
sbarre. Capitano anche degli stranieri, capita che siano musulmani, moschee
in prigione non ce ne sono ancora: «Abbiamo avuto due marocchini una volta.
Mi dicevano “Elio vogliamo venire agli incontri”. Benvenuti. Si trovavano
bene. Ma una volta fuori gli islamici mollano quasi tutti, è comprensibile,
devono vivere nella loro comunità».
Buddhisti e migliori
Il direttore Pietro Buffa ha seguito l´evangelizzazione» del blocco A
dall´inizio, incoraggiando l´iniziativa di «socializzazione»
indipendentemente da quanto sarebbe durata. E´ durata. Prima qualche
incontro sporadico con i volontari dell´istituto Soka Gakkai, poi un
calendario regolare, infine la concessione del luogo di culto a dispetto
della diffidenza delle autorità carcerarie per gli assembramenti umani. Ora
l´esperienza delle Vallette, 1177 detenuti di cui 250 con condanne
definitive, è un modello per gli altri penitenziari. Perché, sarà pure una
coincidenza, ma «nam myoho renge kyo» rende i detenuti migliori.
«Negli ultimi sei mesi del 2006 abbiamo avuto 54 casi di autolesionismo
contro i 107 medi dei precedenti quadrimestri», osserva il direttore.
Praticamente la metà. Merito del Gohnzon, della magia terapeutica della
preghiera in generale, della pazienza del sovrintendente Salvatore Cannì,
che con il mazzo di chiavi appese alla cintura apre e chiude di continuo la
cella-tempio per le esigenze spirituali dei «ragazzi di Elio»? Per i
secondini non fa molta differenza: «I benefici ci sono e si vedono». Basta
guardare Daniele con il braccio intorno alle spalle di Luciano seduti a
capo chino davanti all´altare con mele e arance offerte in dono al Gohnzon:
erano cane e gatto fino a un anno fa, da quando praticano sono
inseparabili, «ci amiamo».
Centro di gravità
Elio, Daniele, Luciano, il brasiliano Evandro con la corporatura d´un
capocannoniere carioca e Massimo che sogna una visita di Roberto Baggio,
«il buddista più famoso». Storie di spacciatori, rapinatori, trafficanti
risorti Budda delle periferie, che intrecciano una trama comune. Uomini,
quasi sempre. Le donne che finiscono in cella sono spezzate, spiegano i
volontari del Soka Gakkai torinese, che due sabati al mese vengono a
guidare una sorta di preghiera collettiva con autocoscienza annessa e paste
alla panna a fine incontro: «Poche detenute riescono ad afferrare questo
centro di gravità permanente che è la fede buddista, la fiducia in se
stessi: troppo gravoso per una donna ricomporre la frattura tra fuori e
dentro, luce e ombra».
Gli uomini forse, cedono meglio all´ozio spirituale, si perdono, si
ritrovano. «Mi chiamo Rodolfo, ad agosto ho beneficiato dell´indulto ma
sono rientrato in galera dopo appena un paio di mesi. Adesso prego due ore
al giorno e mia figlia, per la prima volta, mi ha scritto una lettera».
«Sono Giancarlo, ero un cattolico praticante, andavo in chiesa la domenica,
quando sono finito nel vortice del crimine ho pensato che Dio fosse una
grande bufala. Ho ritrovato il divino qui dentro». «Il mio nome è Claudio,
nella vita precedente ho sempre fatto il delinquente, volevo tutto subito e
me lo prendevo».
Da fuori
La fretta. L´incapacità di accompagnare con pazienza le stagioni della
vita. Un destino che «i ragazzi di Elio» condividono con G., l´uomo che
senza averli mai incontrati ha portato loro il Sutra del Loto, il verbo di
Siddharta. Era un corsaro della finanza negli Anni 80, anni sfrontati, anni
d´ostentazione, deliri d´onnipotenza, donne mozzafiato. «Mani pulite»
travolse gli orizzonti di gloria, il potere, la rubrica con i numeri di
Calvi, Sindona, Buscetta. Restarono i libri di Stephen King, la
claustrofobia delle carceri di massima sicurezza condivisi con i famigerati
41bis, mezzo secolo di pena da scontare. Blindato ai domiciliari, dove si
cambiava d´abito a pranzo e cena per ingannare il vuoto, G. trovò per caso
Budda e la sua attuale compagna: «Avvenne nel 2001 e mutò ogni cosa.
Seguirono il recupero, la buona condotta, la libertà. Allora decisi di
raccontarlo a quelli rimasti dentro con l´unico mezzo che avevo, scrivere».
Gli ex detenuti non possono accedere al carcere. In sei anni G. ha mandato
e ricevuto migliaia di lettere a Torino, Roma, Saluzzo. Ha «convertito»
decine di persone che non ha mai visto: «Per sapere che faccia avesse Elio
sono andato al suo processo». Davanti al Gohnzon delle Vallette s´intona
spesso un «nam myoho renge kyo» per lui, G., il seme dei Budda delle
periferie, e per chi l´ha fatto germogliare. Elio, ovviamente, ma anche il
sovrintendente Salvatore Cannì, il secondino custode delle chiavi del
tempio, un po´ curioso e, sotto sotto, un po´ tentato.
GRAZIE A FRANK per avermi mandato questo bellissimo articolo!
bomoll alla 25° ora!
dal blog di cinzia bomoll:
su La 7 nel programma “La 25°ora-il cinema espanso”
andranno in onda:
l’8 marzo giovedì i cortometraggi intermezzati da intervista
il 9 marzo venerdì il film “Il segreto di Rahil” (il trailer qui sotto)
buona visione e buona notte
visto “l’orario da solo cinefili incalliti”che ha il programma…
(cioè l’una e mezzo di notte…non chiamerebbesi altresì 25°ora…)
IO NON ME LO PERDO!
far west
questo l’albergo e questa è la vista che abbiamo dalla camera da letto, immaginateci lì con il camino acceso dopo un idromassaggio ed un caffè brodoso!
siamo nel farwest! le rocce rosse dell’arizona viste nei film sono bellissime ma dal vivo tolgono il fiato…
qui gli italiani sono delle divinità e noi degli eroi (ai loro occhi) siamo trattati benissimo e tutti ci adorano… non è niente male…
il film piace e siamo molto contenti.
ho due inutili valige di abiti estivi perchè fà un freddo cane… quando ci hanno detto ‘portate vestiti leggeri’ non so cosa intendessero.
i film che abbiamo visto sono tutti bellissimi, sono innamorata del cinema indipendente canadese, da urlo! prossima meta una casetta in canadà… con tanti pesciolini e tanti fiori di lillà…
partendo abbiamo sentito lolly, la truccatrice, che sapevo sveglia alle sei del mattino e il grande marco cavicchioli che naturalmente era accompagnato dalla musa del film: l’insonnia!
stiamo facendo dei video che pubblicherò appena avrò un pò di tempo… seguiteci.
questa sera grande cast party gala, andrà bene il mio vestitino di ferragosto?
vi terrò aggiornati su tutte le news, mandateci buone vibrazioni domenica per le premiazioni!
ciao.














