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Al Teatro della Tosse va in scena “2984″, tratto dal capolavoro di George Orwell “1984”

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“I libri migliori sono proprio quelli che dicono quel che già sappiamo”. (George Orwell intervista su “1984″)
Il Teatro della Tosse di Genova inaugura la stagione 2009/2010 con lo spettacolo “2984″ di Emanuele Conte in Prima Nazionale tratto dal libro ‘1984′ di George Orwell in scena da venerdì 23 ottobre a sabato 7 novembre. “2984″ è una coproduzione tra il Teatro della Tosse e il Festival della Scienza, che da diversi anni collaborano insieme con crescente successo. Il testo di”2984″ è di Enrico Remmert, scrittore e sceneggiatore, e Luca Ragagnin, poeta, scrittore e autore di testi musicali.

Lo spettacolo celebra il 60° anniversario della pubblicazione del libro dello scrittore inglese, che concludeva la sua ideale trilogia sulla dittatura comunista iniziata con “Omaggio alla Catalogna” e proseguita con “La Fattoria degli animali”. Come Orwell scrive il suo libro nel 1948 e inverte le ultime cifre della data per raccontare un futuro prossimo pericoloso e inquietante, così nello spettacolo il numero 1 del titolo diventa un 2. Il protagonista Winston Smith vive in un mondo dominato dai ministeri dell’Amore, dell’Abbondanza, della Verità e della Pace, e per le strade risuonano gli slogan ‘La Guerra è Pace’, ‘La libertà è schiavitù’, ‘L’ignoranza è forza’. Tutto ci ricorda sinistramente il nostro tempo e il continuo ricorso alla Paura e alla Propaganda per limitare sempre più la libertà di scelta.

Si tratta di un lavoro dal forte impianto scenico, che si inserisce nella tradizione degli spettacoli della Tosse famosi per la potenza del loro impatto visivo. La scena si presenta come un luogo al di fuori del tempo e dello spazio circondato da telecamere, monitor, video e obiettivi. Non è solo la tecnologia la protagonista di questo futuro angosciante: alcuni animali imbalsamati osservano il pubblico con inquietante immobilità. Le immagini e i suoni si inseguono senza soluzione di continuità creando un effetto disorientante e spiazzante per il pubblico. In totale sono stati utilizzati 22 televisori, 7 telecamere e webcam, più di cento filmati per un totale di circa 350 minuti di girato, e inoltre sono 1200 le ore impiegate per trasformare il Teatro della Tosse nella Londra orwelliana di ‘1984′. Una messa in scena suggestiva che colpisce al cervello e allo stomaco gli spettatori rendendo loro stessi protagonisti della storia.

Andrea Di Casa e Marina Remi interpretano con intensità la “ribelle” storia
d’amore tra Winston e Julia mentre Enrico Campanati presta il volto
all’ambiguo O’Brian. Il ruolo di Goldstein, capo del movimento contro il Grande Fratello è affidato a Enrico Ghezzi, che compare solo negli schermi che affollano la scena. Ghezzi, uno dei più famosi critici cinematografici italiani, è il padre di ‘Blob’, che da anni gioca con il linguaggio televisivo manipolando e trasformando le immagini della quotidianità in materiale originale, ironico e provocatorio. Un Goldstein contemporaneo, che trasforma la verità del tubo catodico in falsità e viceversa utilizzando il linguaggio e la tecnica dello strumento televisivo.

Il testo di Remmert e Ragagnin è fedele al libro di Orwell e la regia di Emanuele Conte restituisce la stessa coinvolgente forza delle pagine del libro mantenendo il clima claustrofobico e di smarrimento provati dai lettori di tutto il mondo. Un testo che pone l’accento su uno dei temi più penetranti e moderni sollevati da George Orwell: la neolingua e il bipensiero, ovvero la capacità di limitare l’importanza delle parole svuotandole del proprio significato. Chi controlla il linguaggio detta le regole di comunicazione e riesce ad assoggettare le menti e plasmare il tempo rendendolo funzionale alle sue esigenze. Secondo Orwell, infatti chi controlla il passato controlla il futuro… Chi controlla il presente controlla il passato.
Il pubblico comincerà insieme a Smith il percorso Apprendimento, Comprensione e Accettazione che il regime infligge ai soggetti ribelli, e alla fine anche loro si ritroveranno come il protagonista a pensare “quasi inconsciamente 2+2=5” . “2984″ tiene conto dei molteplici piani di lettura del romanzo ancora attualissimo e aggiunge nuovi spunti derivati dall’analisi della realtà circostante come l’uso delle tecnologie moderne per una propaganda politica aggressiva o per il controllo personale sempre più invasivo oppure l’analisi del linguaggio, la sua trasformazione e manipolazione per costringere la parola ad aderire al pensiero di massa precostituito. Alla denuncia di tutti i totalitarismi, messaggio costante dell’opera orwelliana, si aggiunge qui un’analisi del mondo occidentale moderno; infatti il linguaggio, la tecnologia, la propaganda e il continuo ricorso alla Paura del nostro tempo ricordano gli slogan (La Guerra è Pace, La libertà è schiavitù, L’ignoranza è forza) e i ministeri (dell’Amore, dell’Abbondanza, della Verità e della Pace) che dominano la vita di Winston Smith, protagonista e simbolo di un’umanità sempre più fragile, perché privata delle proprie differenze e del libero arbitrio. Lo spettacolo è la parabola apocalittica di problematiche purtroppo attuali: il totalitarismo, la falsificazione della realtà indotta dai media, la corruzione del linguaggio, la perdita della memoria storica e l’annullamento dell’identità individuale. Per la particolarità dello spettacolo il numero di posti per “2984″ è limitato. Già in prevendita alcune date sono quasi esaurite. Si consiglia la prenotazione.
“Uno spazio neutro nero nudo, non è un teatro – non ci sono poltrone né palcoscenico – si tratta di un tubo chiuso che si snoda nell’intestino delle nostre paure. Ecco, siamo nel tubo catodico del grande fratello, quello vero! Intorno ci sono presenze inquietanti, animali impagliati, pareti oppressive che annebbiano anche la nostra fantasia, noi, pubblico o attori non importa, non riusciamo più immaginare, non sappiamo quasi pensare, sembra reale solo quello che ci restituiscono i televisori ingabbiati che sono dappertutto. Lì, anzi qui, tutto è felicità, sorrisi rassicuranti montati su bocche rosso Ferrari. Finché il televisore è acceso naturalmente. E se si spegnesse? Il buio ci mangerebbe? La paura ci corroderebbe dall’interno? Oppure semplicemente … ma tanto non è possibile spegnere questo mondo perfetto, e poi perché farlo?”
Emanuele Conte

“Un numero, una data, un tempo. 2984. In un futuro già avvenuto e che urla nel presente, la società degli umani prova a vivere un’esistenza di minima dignità etica e sentimentale, dentro un tempo senza tempo e in uno Stato che è tutti i luoghi, là dove il respiro è eversione e la verità collettiva un mare color piombo in cui ogni onda si disfa e si riforma senza tregua, inghiottendo le memorie. E gli annegati sorridono, felici e riconoscenti.”
Enrico Remmert e Luca Ragagnin
Alla Sala Dino Campana – “2984″
Da venerdì 23 ottobre a sabato 7 novembre, ore 21.00;
domenica 25 ottobre e domenica 1 novembre, ore 16.00;
lunedì riposo
Con Carla Buttarazzi, Enrico Campanati, Bruno Cereseto, Alessandro Damerini,
Andrea Di Casa, Luca Ferri, Gianni Masella, Sara Nomellini, Marina Remi

assistente alla regia Gianni Masella
luci Cristian Zucaro
video art Gregorio Giannotta
regia video Luca Riccio
musiche di Einsturzende Neubauten a cura di Tiziano Scali
impianto scenico Davide Sorlini
attrezzeria Renza Tarantino
collaborano al progetto Amedeo Romeo e Bruno Cereseto
interventi video e voce Pietro Fabbri, Alice Scano, Antonio Zavatteri
si ringrazia per la video-partecipazione Enrico Ghezzi
direttore tecnico Roberto D’Aversa
capo elettricista Danilo Deiana
elettricisti e fonici Rinaldo Compagnone
macchinisti Giampiero Crozza, Carlo Garrone
carpenteria in ferro Rocco Minisi
si ringrazia il Museo di Storia Naturale Cravari di Bra
Fondazione Luzzati – Teatro della Tosse ONLUS
piazza Renato Negri, 6/2 – Genova
tel 010 2487011
www.teatrodellatosse.it

(comunicato stampa)

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15 Risposte a “Al Teatro della Tosse va in scena “2984″, tratto dal capolavoro di George Orwell “1984””

  1. Rossella Ninna dice:

    In un modo o nell’altro verrò a vederti.

  2. Dania dice:

    Passerete in tournée nel nordest?
    Intanto, tanta merda!

  3. Gilgamesh dice:

    Avresti dovuto aggiungere al testo l’ubicazione del Teatro della Tosse (almeno la città, Genova) perché non tutti lo conoscono :) Ok, c’è il link, però sarebbe stato più immediato. Farò di tutto per far coincidere un viaggio di lavoro a Milano con una serata Zeneisa, ché ne approfitto per incontrare un po’ di vecchi amici, da Placida/Mitì a Gattostanco, passando per Roberto Arvigo e Mauro Costa, se riesco a beccarli.

  4. Chit dice:

    Non so bene come dire (come dice Dania forse ‘tanta merda’?) ma sai cosa mi auguro per il bene che ti voglio.
    E se c’è il nord-est in programma avverti ache me ok? ;)

  5. Lysa dice:

    Sto convincendo la compagnia di teatro di cui faccio parte ad organizzare una spedizione!! Intanto tanta tanta M!!!

  6. Arthur dice:

    Che bello cavolo mi pare di aver letto tutti i libri di Orwell.

  7. Mitì dice:

    Mi è piaciuto tantissimo. E Marina è di una bravura straordinaria :-*

  8. jumbolo dice:

    ho letto solo ora la novità Marina, mi sembra una roba importante, vedo che si dice Merda, e merda sia!
    ciao!

  9. K!a dice:

    Fate una tournée?
    Mi piacerebbe tanto venire a vedere questa meraviglia. :)

    K!a

  10. Giuseppe dice:

    Sono appena tornato dallo spettacolo di 2984…e insomma… UAU Bravissimi, bravissima…

  11. paola dice:

    ma va in scena solo a genova?
    adoro orwell e il teatro ovviamente!

  12. Placida Signora » Blog Archive » Placide Segnalazio’ dice:

    [...] di non essere davvero mai soli ma perenni prede spiate dal Grande Fratello, è concreta. E Marina…bé, Marina è semplicemente splendida: alla fine avevo le lacrime agli occhi per la [...]

  13. Licia Titania dice:

    Non avevo capito che c’eri tu! è un periodo frenetico ma devo assolutamente venire a vederti. Ciao.

  14. Licia Titania dice:

    Disperazione! mi sono liberata (sistemando il figliolo) per domani, ultimo giorno, e non ci sono più posti. Inoltre non trovo la tua mail sul sito! non vorrei proprio perdermi né lo spettacolo, né l’occasione per conoscerti o almeno vederti in scena, Che fare?

  15. Licia Titania dice:

    Ti ho vista; ci siamo appostati dalla biglietteria finché non sono saltati fuori due biglietti (anche se era tutto esaurito) e ti ho vista lol! ci ho fatto anche un post. Ciao, complimenti.

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