Uno spettacolo di Tonino Conte  - Teatro della Tosse

Da Dante alla droga. Inferni in scena

Dopo la splendida cornice del Forte Sperone che domina Genova, il borgo medievale di Apricale  fa da cornice allo spettacolo evento del Teatro della Tosse, “Inferno. Inferni”, ideato da Tonino Conte, costumi di Bruno Cereseto, musiche di Giampiero Alloisio. Il pubblico viene accolto da un “Caron dimonio” di dantesco cipiglio che invita a superare la famosa porta attraverso la quale, fortunatamente, non si va “nell’ etterno dolore”, bensi’ verso una serata piacevole e divertente, e, pronunciato il fatidico “pape’ Satan, pape’ Satan aleppe”, ha inizio il viaggio tra gli inferni letterari piu’ classici e quelli di tutti i giorni, rivisitati con ludica spensieratezza. Naturalmente i primi incontri sono con i personaggi della Divina Commedia, costretti in minacciosi antri e cupi cunicoli: la mostruosa arpia si aggira tra bidoni, telai di biciclette, una vecchia macchina da proiezione Prevost, metri di pellicola, Francesca da Rimini impazzita d’ amore si agita come un animale in gabbia, aggrappandosi alle sbarre con disperato furore, il conte Ugolino in cima a una torre di sedie rotte consuma il suo “fiero pasto”. Superato il girone dantesco si giunge nel regno di Faust (il bravo Enrico Campanati), un Faust ribaldo e cattivo in spolverino rosso, poco goetiano e molto boccaccesco. Dirige il traffico delle “anime spettatrici” e dal suo regno si dipartono i vari percorsi per i luoghi deputati ai brevi spettacoli. Lui decide quale strada debba imboccare un gruppo di “dannati”, lui si lancia in irriverenti e provocatorie sedute psicanalitiche, lui invita a scoprire le “malie” dell’ inferno. Si possono, cosi’ , conoscere i tempi mitici quando agli uomini era concesso scendere nel regno di Minosse, ci si puo’ imbattere in un Orfeo che disperatamente cerca la sua Euridice, in una Demetra furiosa perche’ Ade gli ha rapito la figlia Persifone. Si ride con le lievi storie, interpretate dai bellissimi burattini “in piatto” di Emanuele Luzzati, dove il malandrino Pulcinella ha molto piu’ timore dell’ iraconda moglie che della nera morte Cicca. Con le canzoni di Roberta e Giampiero Alloisio si incontra l’ inferno del quotidiano: liti familiari, droga e tradimenti. Ma nel regno di Faust e’ possibile, in un apposito ufficio, anche stipulare un bel patto col Diavolo (Nicola Alcozer) aiutati e guidati da un divertentissimo assistente (Claudio Nocera) che garantisce la piu’ luciferina trasparenza nelle transazioni.

Poli Magda

Corriere della sera